Psicologia del Lavoro

La Psicologia delle Organizzazioni,  concerne le persone in quanto membri di gruppi, il funzionamento dei team e le Organizzazioni come costruzioni collettive e artefatti sociali. Attenzione sulle percezioni sociali reciproche, sui meccanismi d’influenza sociale, sulle comunicazioni, sulle relazioni intergruppi, sulla cooperazione e sul conflitto, sul potere organizzativo, sui processi di decisione sociale e di negoziazione, sulla progettazione organizzativa, sulla valutazione di efficacia ed efficienza.

La Psicologia delle Risorse Umane riguarda le modalità di gestione delle persone dal loro ingresso, delinearsi della carriera, fino a separazione e uscita organizzativa. Attenzione sui processi di orientamento, inserimento e socializzazione lavorativa, natura del contratto psicologico tra individuo e organizzazione, sul coinvolgimento personale con il compito, gestione dei sistemi premianti.

La Psicologia del Lavoro persegue il duplice obiettivo di: analisi dei fatti e dei processi psicologici e sociali; proposta di soluzione dei problemi concreti nei contesti di lavoro.

I cambiamenti dei  contesti  lavorativi  prevedono  di  fatto  cambiamenti  nella  cultura  delle  organizzazioni,  ovvero negli assunti di base, nelle credenze condivise e nei valori di riferimento sui quali è costituito lo spazio psicosociale entro  cui operano le persone. Ciò comporta per le organizzazioni un ripensamento sulle regole, le credenze ed i valori che sono alla  base  della  loro  costituzione  e  che  di  frequente  appaiono  distanti  dai  problemi  che  attualmente  caratterizzano  l’esperienza  lavorativa delle persone: non a caso nel linguaggio manageriale, questi cambiamenti sono descritti con termini (mission, vision)  che riguardano i sistemi di credenze personali e sociali e che segnalano l’importanza dei processi sociopsicologici in gioco.

Ci si deve chiedere quali criteri adottare per le assunzioni; per l’assegnazione dei compiti; per progettare gli spazi e le  procedure lavorative; per motivare al risultato; per stabilire rapporti significativi con i clienti/utenti; quali diritti e doveri reciproci  concordare e delineare per i lavoratori e per le organizzazioni; quali imiti porre nell’utilizzazione delle risorse tecniche, ambientali  ed umane; quali caratteristiche dovrebbe avere l’ambiente lavorativo per favorire il benessere di tutti gli attori coinvolti (e ridurre stress, insoddisfazione, fatica); come gestire le diversità (personalizzazione del rapporto di lavoro); come gestire la correttezza e  l’equità  dei rapporti di lavoro.

Emerge  quindi la  necessità  di adottare  un’etica  organizzativa  che  riconsideri il  profitto  anche  in  termini di prosperità e benessere collettivo.